Caratterizzazione dei pazienti con colite ulcerosa nello studio Golimumab PURSUIT-Maintenance (Mantenimento): analisi post hoc dei pazienti che hanno mantenuto e non hanno mantenuto la risposta clinica fino alla settimana 54

Obiettivo dello studio statunitense condotto da W.J. Sandborn (University of California, San Diego, USA) e coll. è stato quello di valutare le caratteristiche cliniche, le concentrazioni di golimumab (GLM) sieriche (conc) e l’immunogenicità a GLM dei pazienti con colite ulcerosa (CU) moderata-grave che hanno mantenuto la risposta clinica (MCR) e di quelli che non hanno mantenuto la risposta clinica (nMCR) a GLM fino alla settimana 54 dello studio PURSUIT.

Nel programma PURSUIT, 456 responder all’induzione GLM sono stati randomizzati alla settimana 0 di mantenimento (maint) in tre bracci: a palcebo (PBO) (n = 154), GLM 50 mg (n = 151), e GLM 100 mg (n = 151) ogni 4 settimane (q4wks) fino alla settimana 52. I punteggi Mayo parziali (partial Mayo scores, PMS) sono stati valutati ogni 4 settimane (q4wks); i pazienti con un aumento dal basale (BL) (settimana 0 di mantenimento) in PMS ≥2 con un PMS assoluto ≥4 o un PMS assoluto ≥7 sono stati considerati in riaccensione clinica e hanno richiesto l’esecuzione di endoscopia per confermare se i pazienti riportavano una perdita di risposta (cioè il fatto che non venisse più dimostrata una riduzione dalla settimana 0 di induzione del ≥30% e ≥3 punti nel punteggio Mayo con una riduzione nel punteggio del sanguinamento rettale ≥1 o un punteggio del sanguinamento rettale di 0 o 1).

In questa analisi post hoc sono quindi state confrontate le caratteristiche cliniche (al basale e alla settimana 6 di induzione), le concentrazioni sieriche di GLM e lo stato anticorpale anti-GLM (nel corso del mantenimento) dei pazienti nMCR e dei pazienti MCR.

I risultati esposti all’ECCO 2017 rilevano che non erano presenti differenze significative nelle caratteristiche demografiche dei pazienti o nella maggioranza delle caratteristiche di malattia della CU (es. punteggio Mayo o estensione della malattia) tra pazienti nMCR e pazienti MCR. Tuttavia, tra i pazienti nMCR, la concentrazione mediana di marcatori infiammatori fecali fCal e fLac era significativamente superiore alla terapia di induzione basale e alla terapia a 6 settimane dopo GLM di induzione (Tabella). Non è stata osservata nessuna differenza significativa per la concentrazione mediana di CRP. All’induzione basale, la proporzione di pazienti con fCal (≥250 mg/kg) e CRP (≥8 mg/l) aumentate era significativamente maggiore per i pazienti nMCR vs. i pazienti MCR, 82,4 vs. 71,4% (p = 0,03) e 36,7 vs. 24,8% (p = 0,029), rispettivamente.

Tra i pazienti con elevate fCal e CRP al basale, la proporzione di pazienti che si sono normalizzati alla settimana 6 di induzione non era significativamente differente tra pazienti nMCR e pazienti MCR. I livelli sierici mediani di GLM nel corso del mantenimento risultavano significativamente inferiori per i pazienti nMCR vs. i pazienti MCR (p < 0,05); non sono state osservate differenze significative nel corso dell’induzione. L’incidenza di pazienti positivi per anticorpi anti-GLM risultava nel complesso bassa; tra i pazienti nMCR, 7 (4,7%) erano positivi per gli anticorpi anti-GLM vs. 2 (1,4%) dei pazienti MCR.

Gli autori statunitensi hanno concluso che, dai dati ricavati, nel loro studio i pazienti che non hanno mantenuto la risposta clinica alla terapia GLM avevano livelli mediani più elevati di fCal e fLac prima e dopo il trattamento di induzione GLM. La concentrazione di CRP mediana non distingueva tali pazienti; tuttavia, era presente una proporzione maggiore di pazienti con concentrazioni elevate di CRP al basale. Altre caratteristiche della CU non distinguevano tra pazienti nMCR e pazienti MCR. Nel corso del trattamento di mantenimento, le concentrazioni sieriche di GLM erano inferiori tra i pazienti che non hanno mantenuto la remissione clinica in confronto con quelli che l’hanno mantenuta.

Fonte:

ECCO 2017 – P446


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