La terapia di mantenimento con golimumab e la calprotectina fecale sono predittori di risposta clinica continua nella colite ulcerosa

Nello studio PURSUIT-Mantenimento (PURSUIT-Maintenance [M]), i pazienti con colite ulcerosa (CU) da moderata a grave in risposta clinica dopo terapia di induzione con golimumab alla settimana (wk) 6 avevano una probabilità maggiore di ottenere una risposta clinica continua (continuous clinical response, CCR) fino alla settimana 54 se ricevevano un trattamento di mantenimento con golimumab 50 o 100 mg (47,0 e 49,7% dei pazienti, rispettivamente) versus sospensione di golimumab (31,2%). I soggetti sono stati valutati alla settimana 30 e 54 con il Mayo score parziale (PMS) e ogni 4 settimane (la perdita di risposta è stata confermata dall’endoscopia); i pazienti che mantenevano la risposta fino alla settimana 54 venivano considerati in CCR1.

All’ECCO 2017, W. Reinisch (McMaster University, Department of Internal Medicine, Hamilton, Canada; Medical University, Department of Internal Medicine III, Vienna, Austria) e coll. hanno presentato un’analisi che ha cercato di identificare i predittori precoci di CCR.

Nello specifico, si è trattato di un’analisi post hoc che ha incluso 456 pazienti dallo studio PURSUIT che erano responder alla settimana 6 dopo induzione con golimumab e che erano entrati nel trattamento di mantenimento2. I predittori potenziali che sono stati valutati sono stati: l’età, il sesso, la durata di malattia (≤5 anni vs. >5 anni), l’estensione di malattia (estesa vs. limitata). il punteggio Mayo alla settimana 0 dell’induzione (< 9 vs. ≥9), il punteggio Mayo alla settimana 6, la frequenza di defecazione e il sanguinamento rettale (Mayo) alla settimana 6 dell’induzione, la CRP, la calprotectina e la lattoferrina alla settimana 6 dell’induzione e la modificazione dalla settimana 0-6 dell’induzione; la modificazione Mayo dalla settimana 0-6 dell’induzione; la normalizzazione della CRP alla settimana 6 dell’induzione, la guarigione mucosale (punteggio endoscopico Mayo 0 o 1) alla settimana 6 dell’induzione; mantenimento con golimumab vs. sua sospensione.

Sono state valutate le potenziali interazioni tra fattori ed è stata usata la selezione finale dei termini stepwise con livelli di significatività per l’ingresso e il mantenimento di 0,50 e 0,15, rispettivamente (Tabella).

Nell’analisi univariata, i fattori associati in modo significativo con la CCR erano il gruppo di trattamento, la calprotectina fecale alla settimana 6 e la lattoferrina alla settimana 6. La calprotectina e la lattoferrina alla settimana 6 risultavano correlate (r = 0,78; p < 0,0001) alla CCR. I risultati del modello multivariato finale vengono presentati nella Tabella. La calprotectina è una proteina presente nei granuli citoplasmatici dei granulociti neutrofili; essa viene dosata e utilizzata come marcatore di flogosi.

Reinisch e coll. hanno concluso sottolineando che nella loro analisi post hoc dello studio PURSUIT, il trattamento di mantenimento con golimumab e i livelli di calprotectina alla settimana 6 risultavano predittori significativi della CCR nei pazienti con CU da moderata a grave che rispondevano all’induzione con golimumab alla settimana 6.

Sponsorizzazione:

Il supporto finanziario per questo studio è stato fornito da Janssen Research & Development, LLC., Spring House, PA, USA.

Bibliografia:

  1. Sandborn WJ et al, (2014), Subcutaneous golimumab maintains clinical response in patients with moderate-to-severe ulcerative colitis, Gastroenterology, 146(1):96-109.
  2. Sandborn WJ et al, (2014), Subcutaneous golimumab induces clinical response and remission in patients with moderate-to-severe ulcerative colitis, Gastroenterology, 146(1):85-95.

Fonte:

ECCO 2017 – P384


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